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Vaccino anti Covid-19

Le risposte ai dubbi più comuni sull'efficacia e sulla sicurezza

È finalmente cominciata la campagna vaccinale anti Covid-19, ora disponiamo di un’arma efficace per combattere la pandemia. Il primo vaccino approvato dall’EMA (per l’Europa) e dall’AIFA (per l’Italia) è quello messo a punto dalla Pfizer-BioNTech, attualmente in distribuzione.

Se da una parte il vaccino è un traguardo scientifico preziosissimo che salverà tantissime vite, dall’altra ci sono molte persone che nutrono dubbi sulla sua sicurezza o efficacia. Facciamo un po’ di chiarezza rispondendo alle domande più gettonate sulla questione vaccini anti Covid-19.

Il vaccino anti Covid-19 è sicuro?
Sì. I vaccini vengono autorizzati solo dopo un’attenta valutazione della loro sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sperimentazione. In ogni caso, il profilo di sicurezza verrà continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione.

Qualunque sostanza introdotta nel nostro organismo può scatenare imprevedibili effetti, ma i vaccini sono tra le sostanze più sicure. Come per qualunque farmaco la questione da considerare è il rapporto tra il rischio ipotetico e il beneficio certo. La copertura dei vaccini per la Covid-19 è superiore al 90%: c’è un abisso tra il beneficio (enorme) e il rischio (remotissimo).

Cosa contiene il vaccino anti Covid-19?
  • Sali per mantenere costante il PH.
  • Rna.
  • Lipidi che racchiudono e proteggono l’Rna.
  • Zucchero per non far aggregare i lipidi alle basse temperature.

Come funziona il vaccino anti Covid-19?

L’Rna (presente nel vaccino) è “l’istruzione” che serve per produrre una particolare proteina, detta “proteina spike”, che è quella che il virus utilizza per “attaccarsi” alle cellule. Con il vaccino ogni cellula produce, quindi, da sola la proteina “estranea” che una volta riconosciuta fa attivare la produzione degli anticorpi e la risposta immunitaria da parte dell'organismo.

Perché normalmente per sviluppare un vaccino occorrono anni mentre per il vaccino anti Covid-19 è servito così poco tempo?
I fattori che hanno favorito lo sviluppo rapido del vaccino sono diversi:
  • Alla sperimentazione hanno aderito subito le migliori università e ospedali.
  • Ai finanziamenti hanno contribuito tantissime aziende da tutto il mondo.
  • Grazie agli studi su SARS e MERS il metodo per creare il vaccino era già pronto.
  • Alla sperimentazione hanno aderito subito tantissimi volontari.


Chi rientra tra le categorie che saranno vaccinate nella prima fase?

Il piano vaccinale ha previsto una prima fase in cui saranno vaccinate le seguenti categorie:

  • Personale sanitario e sociosanitario.
  • Ospiti e personale dei presidi residenziali per anziani.
  • Persone che hanno dagli 80 anni in su.
  • Persone che hanno dai 69 anni ai 79 anni.
  • Persone di ogni età che soffrono di più di una patologia cronica pregressa, immunodeficienze e/o disabilità.

Il vaccino è a pagamento? Dove si potrà acquistare?
I vaccini saranno gratuiti per tutti. Verranno somministrati soltanto da personale specializzato e nei presidi definiti dal piano vaccini. Non saranno disponibili nelle farmacie o nel mercato privato.


Sono previste due somministrazioni a distanza di almeno 21 giorni e ci si può ritenere protetti dopo circa una settimana dalla seconda somministrazione. Inoltre, non è attualmente raccomandato ai bambini di età inferiore ai 16 anni. Si attendono ulteriori studi per poter autorizzare la vaccinazione sulla popolazione pediatrica.

Chi controlla le reazioni avverse e a chi bisogna comunicarle?
L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), oltre alle attività di farmacovigilanza normalmente previste per farmaci e vaccini (basate sulle segnalazioni spontanee e sulle reti di farmacovigilanza già presenti), promuoverà l’avvio di alcuni studi indipendenti post-autorizzativi sui vaccini Covid-19.


Inoltre l’AIFA si è dotata di un comitato scientifico che, per tutta la campagna vaccinale, avrà la funzione di supportare l’Agenzia e i responsabili scientifici dei singoli studi, con la finalità di evidenziare ogni eventuale segnale di rischio.

È importante ricordare che con la possibilità di vaccinarsi abbiamo un’arma fondamentale nella lotta all’epidemia, ma le misure di sicurezza quali il distanziamento sociale, l’uso delle mascherine e l’igiene delle mani non possono essere abbandonate prima che sia vaccinato un numero sufficiente di persone a creare un’immunità di comunità.


Per qualsiasi altro dubbio sui vaccini invitiamo a consultare solo siti attendibili e autorevoli:
www.salute.gov.it
www.aifa.gov.it
www.iss.it